• Vincenzina davanti allo stadio



    BLU come il cappotto che ho indossato per scappare di casa...come il cielo sopra la mia testa così oppressa dal...

    BIANCO del soffitto...come il colore del mio vestito da sposa tanti anni fa, quel giorno così bello che talvolta fatico a ricordare....come il volto di quell'uomo che è stato mio marito. Bianco come il marmo che circonda la sua foto che sta oltre quel cancello e quei muri che ho appena rasentato. Bianco come il camice dei medici...i fogli dell'Ospedale...le ricette...

    ROSSO...come il colore del semaforo mentre attraversavo la strada. “A scemma! Dunde ti vae!?” mi hanno urlato da un'auto ed io ho sorriso nel sentire “scemma” perchè forse fatico adesso a dare un senso ai colori, alle parole, a riordinare i ricordi, ma io so dove andare... verso...il rosso di quell'edificio con le quattro torri, verso quei suoni di trombe e tamburi, quegli striscioni, quei colori, quelle persone in mezzo alle quali, per un attimo, mi sembra di riprendere a conoscere il nome delle cose, il senso del tutto partendo dal particolare.

    NERO...come le parole scritte...che dopo che le leggo sembrano compattarsi in una macchia nera senza significato...come le parole... malattia... Alzheimer... vecchiaia...come le parole dei miei figli: “Non scappare che ci fai preoccupare” “Come facevi a sapere che proprio oggi c'era la partita?” Nero come il nome dei giorni sui calendari, come le finestrelle di quelle casette dalle quali gli omini tendono i biglietti. Nero come i miei lunghi capelli nelle mie foto di un tempo.

    BIANCO...come i miei bianchi capelli di adesso...come i camici dei medici, come i fogli dell'Ospedale, le lenzuola, le ricette, il marmo intorno a quella foto che mi portano a rivedere e che, talvolta, fatico a riconoscere... anche se, quando mi capita di rimettere in ordine le parole , i significati, i colori e le emozioni...improvvisamente mi sento felice.

    BLU...come il cappotto indossato per scappare di casa e venire tra questi suoni di trombe e tamburi, questi striscioni, in mezzo a queste persone...Blu come quel rettangolo di cielo sopra la mia testa che vedo adesso che sto entrando...

    e blu bianco rosso nero bianco blu hanno un ordine, un senso e corrispondono ad un nome.
    E poi tutto incomincia a girare e si trasforma in luce...

    Oooh!
    Adesso sì, che sto bene!




    Grazie al nipote che mi ha raccontato la storia di “Vincenzina”, adesso che Lei ha terminato il suo lungo cammino e sa perfettamente tutto quello che aveva dimenticato e, in aggiunta a ciò, molte più cose del più sapiente degli uomini.
    Questo articolo era stato originariamente pubblicato nella discussione del forum: Vincenzina davanti allo stadio iniziato da rantegusu Visualizza Messaggio Originale
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    1. PicchiaRomei