Caro Dott. Garrone, Mi sono accorto che nel bailamme generale ci siamo forse dimenticati (io in ogni caso) di rendere omaggio al deus ex machina che ha reso possibile tutto questo, ristabilendo per il nostro Club il ruolo che gli compete, ma non solo: da tifoso stagionato, che ha potuto vedere a Marassi avvicendarsi giocatori e presidenti, allenatori e direttori, le assicuro che vederla impugnare finalmente con fermezza e autorita’ quel testimone che aveva a suo tempo raccolto -magari un po’ ingenuamente- dalla famiglia prostrata del suo amico e collega Paolo Mantovani, mi ha riempito di orgoglio e speranza. Le foto della festa di ieri che la ritraggono mentre, felice, si rotola sul prato con i giocatori o si lascia abbracciare dal suo nipotino adottivo Antonio Cassano non lasciano dubbi: lei, caro Dott. Garrone, ieri pomeriggio ha vissuto assieme a tutti noi uno dei momenti piu’ belli ed emozionanti della sua vita. Ed e’ in questa commozione e in questa gioia profonda che le si leggevano in faccia –assieme, non dimentichiamolo! al suo sano cinismo di imprenditore Genovese che sa bene come una cambiale malgrado i suoi giri e rigiri alla fine dovra’ per forza essere presentata al suo castelletto- che va cercata la fiducia e la speranza per il domani della Sampdoria. Caro Presidente, quello che lei aveva intuito e che ora, grazie ai vari Marotta e Maretta, ha finito per capire a fondo, anche noi lo sappiamo: il calcio professionistico e’ ormai diventato un pozzo nero ai cui miasmi o si soccombe o ci si assuefa...ma la nostra Samp non ci e’ ancora dentro fino al collo: la trattengono nella caduta i valori morali che essa rappresenta e ai quali i suoi sostenitori –tanto meno coscienti quanto piu’ meritevoli- si aggrappano come ad un’ancora di salvezza nel naufragio epocale che ci minaccia tutti. Io non so fino a che punto si possa parlare di identita’ di vedute tra lei e le altre varie decine di migliaia di Sampdoriani ma di un paio di cose sono certo: il suo orgoglio e’ il nostro orgoglio, il suo essere diverso dai pagliacci del calcio italiano e’ stranamente simile al nostro essere diversi dagli utenti abbruttiti dagli schermi a strisce, la sua serieta’ e il suo stile mi ricordano da molto vicino la nostra coerenza e la nostra ostinazione...su tutto cio’, a prescindere da quanto accadra’ domani o dopodomani, si puo’ e si deve costruire: lei vada avanti Presidente e io e tanti altri la seguiremo con entusiasmo, perche’ non importa poi tanto il dove ma il come...so bene che se volesse lei potrebbe permettersi follie impensabili per tanti sporcaccioni che pretendono di fare i presidenti di serie A con motivazioni tutt’altro che calcistiche ma io non le chiedo niente di simile: mi aspetto solo che continui per la sua strada, custode di un tesoro forse unico e comunque importante: l’Unione Calcio Sampdoria.


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