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Pubblicato il 09-04-10 12:01
Se il destino non gli avesse voltato le spalle, Paolo Mantovani sarebbe al "Ferraris", domenica sera. Se ne starebbe seduto su una poltroncina della tribuna d’onore, trepidando composto per la sua squadra del cuore, Mercedes in bocca e borsalino in testa. Se il destino non se lo fosse portato via in quella triste mattinata di metà ottobre, oggi, Paolo Mantovani avrebbe compiuto ottant’anni. Molti, i bambini, i quindicenni di oggi, che esultano per un gol di Pazzini, un assist di Cassano o un recupero di Palombo, quando quell’uomo se ne andò per sempre, non erano neppure nati. Ed è a loro che bisognerebbe raccontare chi era Paolo Mantovani.
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